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Slot regione piemonte




slot regione piemonte

I tabaccai alla guerra: Limitare le slot machine ci mette sul lastrico.
Ulteriori informazioni sulla legge.
In questo modo si pone anche fine a uno scaricabarile che, negli ultimi tempi, ha trovato in effetti qualche sponda di troppo ".
Quindi la legge avrebbe impedito di giocare alle slot favorendo altre tipologie di giochi.
Tra gli strumenti previsti, linserimento di un limite massimo di spesa e tempo di gioco da parte degli utenti, esaurito il quale la macchina si metterà in stand-by.Secondo ambienti legati al business del gioco si tratta di una pronuncia particolarmente significativa che potrebbe segnare una svolta sotto il profilo della regolamentazione del gioco pubblico a livello locale.Inoltre, messaggi relativi al contrasto al Gap saranno randomicamente trasmessi sul video.Dettagli, limminente entrata in vigore della legge per il contrasto al gioco dazzardo ha portato il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, ad inviare il 16 novembre free online casino money usa una lettera al presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus, nella quale ha scritto che ritiene un preciso dovere istituzionale.In base a tale normativa, il Piemonte sono state spente slot e videolottery presenti in bar e tabaccherie a meno di 500 metri da luoghi sensibili come, ad esempio, scuole o ospedali.Il che, tradotto in termini concreti e partendo da una analisi della presenza di questi strumenti sul territorio, è andato di fatto ad azzerare la possibilità di giocare su quasi tutto il territorio regionale.Un botta e risposta che si registra da mesi, da quando si è deciso di rafforzare il giro di vite sulla presenza fisica di slot sul territorio.Questo sarebbe per i gestori leffetto più evidente della legge regionale del Piemonte, a poco meno di sei mesi dal 20 novembre 2017, quando ha preso il via lo switch-off delle slot in esercizio, previsto dal testo approvato nel maggio 2016: niente slot nei locali.Questa la norma che secondo le associazioni di categoria sarebbe stata disattesa visto che, in base a quanto sostengono, il desiderio iniziale di voler far spendere meno soldi in slot machine ai piemontesi si sarebbe rivelata essere un boomerang.Lo scopo della legge, voluta da tutti i gruppi Consiliari e votata allunanimità, non aveva certo quello punitivo verso qualcuno ma voleva difendere le tante persone che col gioco dazzardo si sono rovinate.



Ripercorrendo liter articolato del provvedimento il 20 novembre in Quarta Commissione consigliare, lassessore alla Sanità, Antonio Saitta, ha dichiarato che il piano per il contrasto alla ludopatia previsto dalla legge regionale è in fase di attuazione: dal punto di vista operativo premi da 25000 euro lotteria italia 2017 la Giunta regionale.
In particolare videolottery e Gratta Vinci.
LA replica, «il Piemonte ha legiferato per il bene dei cittadini, sul gioco dazzardo aspettiamo i dati dallassessorato per valutare gli effetti della legge - replica Domenico Ravetti, capogruppo del Pd in Consiglio regionale.Lapparecchio potrà poi rispondere ai blocchi orari fissati anche su base regionale.Ecco perchè, a suo avviso, la legge regionale deve occuparsi dellintera offerta di gioco: «Altrimenti si sposta solo il fatturato allinterno del circuito industriale, impedendo di adeguare la normativa alle risultanze degli studi scientifici».Laccusa, «numeri che dimostrano - ha evidenziato il presidente Astro - come la legge regionale non abbia centrato lobiettivo della riduzione del gioco ma abbia semplicemente colpito alcuni prodotti più di altri».Servirebbe un piano nazionale e atteggiamenti più espliciti per omogeneizzare la strategia di contenimento di una vera e propria piaga sociale.Nelloccasione, Pucci ha quindi proposto misure alternative allespulsione degli apparecchi dal territorio piemontese: «Due le opzioni: mantenere lattuale distanziometro, introducendo deroghe per le attività in grado di allestire il piano contro il Gioco dazzardo patologico, oppure modificarlo introducendo un sistema di tutela del decoro.In base alla norma, in pratica, non è possibile installare macchinette da gioco sulla quasi totalità del territorio urbano di Torino.





Un provvedimento che secondo gli esercenti si è rivelato alla fine un fiasco totale in quanto lobiettivo iniziale, certamente nobile, di far spendere meno soldi ai piemontesi per le slot, non avrebbe fatto altro che far dirottare i propri interessi su altri giochi.
Prosegue il braccio di ferro tra gestori e istituzioni in riferimento alla legge sulle slot machine in Piemonte.

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